La nostra storia

DSC_5645La Bottega di Farmacia Banci occupa, da sempre, uno degli edifici storici di Pistoia, con una facciata medievale formata da sei archi omogenei, in macigno grigio, lungo via degli Orafi e un arco che volta in via del Duca, verso piazza del Duomo.

La Bottega di Farmacia Banci occupa le prime campate occidentali, con pilastri ottagonali, del ‘300, costruiti sopra plinti quadrati, forse del ‘200, collocati al piano seminterrato. Al piano terreno, le due navate presentano un alto soffitto con volta a crociera, con capitelli scolpiti di altissima qualità, segno di grande rilievo e prestigio, realizzati da un autore anonimo che tratta, con eleganza e perizia, le teste di un giovane con i capelli ricci, di un anziano con barba, di un uomo adulto con cappuccio e un volto, forse di scimmia.

Fra il ‘500 e il ‘600, il palazzo viene ristrutturato forse dalla famiglia Bracciolini, nobilitandolo con l’esteso utilizzo di arenaria, pietra dorata e fragile, e con l’inserzione del balcone e del Micco, lo stemma a scacchi simbolo della città di Pistoia.

Fra il XVII e il XIX secolo, le alte navate sono divise da un mezzanino, poco sotto l’altezza dei capitelli, che quasi raddoppia lo spazio. Nel 1886 gli spazi sono occupati da Carlo Tozzi, che lascia il suo orgoglioso segno sulle mura della sua nuova impresa: “Questa farmacia fu inaugurata nel luglio 1886 dal chimico farmacista CARLO TOZZI”; anche una rivista locale, “Il Popolo Pistojese”, racconta: “In questi giorni è stata aperta in via degli Orafi la nuova farmacia di Carlo Tozzi”.

“È una vasta bottega con due grandiosi sporti, chiuso in parte da due elegantissime vetrine. Questo negozio è riuscito benissimo ed il proprietario diligente farmacista, lo tien fornito di tutte quante le specialità farmaceutiche”. Carlo Tozzi è il marito di Amelia Bracciolini, erede della famiglia proprietaria dell’intero palazzo, che probabilmente ospitava una drogheria – o un esercizio simile – già precedentemente.

Fondamentale per la nuova farmacia, pare l’accordo con la ditta milanese A.Manzoni & Co., per la quale distribuisce prodotti come l’Acqua Minerale Ferraginosa di Santa Caterina, l’Acqua Salso-Jodica di Sales – della quale, a richiesta, si può ottenere gratuitamente l’opuscolo divulgativo – e l’Acqua della Fonte di Fiuggi, le pastiglie alla codeina del dottor Becher, talmente rinomate da essere falsificate da “audaci contraffattori abruzzesi […] imitando la scatola, l’involto e l’istruzioni”, La Veloutine, la polvere di riso cosmetica della profumeria parigina Fay, i prodotti per peli e capelli dei napoletani fratelli Zempt, come il depilatorio per donne – con una ingenua immagine di una donna barbuta “prima e dopo” – e il colorante per uomo – il cui funzionamento è testimoniato da “migliaia di attestati lusinghieri, i quali sono a disposizione del pubblico” e ulteriormente garantito dalla promessa di 1.000 lire per tutti coloro che riusciranno a provare l’esistenza di un prodotto migliore. Fra i prodotti in catalogo, si segnala inoltre la Lozione Peruviana dei fratelli Zempt, completamente vegetale, che impedisce la calvizie e convince un certo Arturo Baxter a farsene spedire 12 flaconi a Livorno, da esportare in America, e l’Olio di Fegato di Merluzzo, prodotto in Norvegia dall’inglese Coswel Lowe, di “grato sapore”.

Il passaggio al XX secolo è contraddistinto da un’intensa attività dal punto di visto della promozione, con numerose presenze pubblicitarie su periodici e la partecipazione a diverse mostre di imprese pistoiesi. Si affermano farmaci galenici come l’Odontalgico Melani-Tozzi, premiato con la medaglia d’argento all’esposizione circondariale di Pistoia e all’esposizione di Arte Moderna di Pistoia – aperta anche all’agricoltura e all’industria – con una medaglia per l’odontalgico e l’elixir Tozzi, un tonico stomatico eccitante e aperitivo. Molto apprezzate sono anche le pillole tonico-ricostituenti realizzate secondo la formula del dotto G.B.Bechelli, il liquore purgativo Monti, e la crema gelonifuga Tozzi.

Nel dicembre 1921, Guido Banci acquista la farmacia da Amelia Bracciolini; l’attività mantiene, tuttavia, il nome di Premiata Farmacia Militare e Drogheria Carlo Tozzi che campeggia anche in lunghe lastre rettangolari di marmo; è probabile che il Tozzi sia direttamente coinvolto anche nella nuova impresa e trasmetta a Guido i segreti del mestiere, poiché sono a disposizione gli stessi prodotti e le stesse ricette.
Guido muore però il 12 dicembre 1923 e lascia l’impresa ai genitori, Alessandro Banci e Argentina Pratesi, e ai fratelli Mario e Giulio, che non sono ancora esperti del settore e si affidano ad un farmacista laureato, presumibilmente ancora lo stesso Carlo Tozzi.

Le alternate vicende della famiglia e della proprietà sono testimoniate anche dalla varietà dei nomi per le etichette dei prodotti del tempo, fino ad assestarsi sulla dizione di “Alessandro Banci e figli”.

Dei due fratelli, Mario continua l’attività mentre Giulio si trasferisce in Argentina, dove conduce una vita avventurosa, per poi rilevare la nota farmacia Repetto a Buenos Aires, che esiste ancora oggi con una gestione differente.

  • Guido Banci

  • Mario Banci

  • Maria Banci

  • Giulio Banci nella farmacia di Buenos Aires.

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